prof. Stefano Milotta

“LA SICILIA DALLA I
GUERRA MONDIALE ALL’AUTONOMIA REGIONALE”
Saranno trattate le modalità con cui i Siciliani
hanno vissuto: le due guerre mondiali, il fascismo, il separatismo, le lotte
per la terra, i primi passi dell’autonomia regionale.
Come negli altri anni, nella presentazione dei vari
argomenti sceglierò il taglio problematico, che rispecchi la complessità del
reale, senza con questo rinunciare ad esprimere il mio parere, nei casi in
cui gli storici abbiano opinioni differenti.
I Siciliani sono stati piuttosto tiepidi nei
confronti del fascismo sia nel promuoverlo, che nel contrastarlo; Giovanni
Gentile, coerentemente con le sue idee, ne è stato l’ideologo, ma suscita
sorpresa come mai anche Luigi Pirandello, pur essendo all’avanguardia nel
campo letterario, abbia aderito a quel partito reazionario e autoritario. Il
prefetto Mori ha condotto un’azione decisa contro la mafia, ma fino a che
punto e fino a quali livelli si è spinto nel contrastarla?
La mafia è tornata protagonista in occasione
dell’occupazione alleata della Sicilia nella seconda guerra mondiale: anche
se è poco credibile che abbia aiutato gli Americani nello sbarco, è certo
che alcuni boss dagli stessi siano stati scelti come sindaci di alcuni
paesi. Mentre nel Nord si sviluppava la resistenza, in Sicilia tornò in auge
la vecchia classe dirigente e si affermò il movimento separatista. Oltre a
descriverlo nelle linee essenziali, si pone la domanda: posto che
separatismo è uguale a sicilianismo, ma sicilianismo è uguale a sicilianità?
Finita la II guerra mondiale, dopo la rinascita
democratica dell’Italia, i partiti di massa recepirono dal separatismo,
sconfitto, l’istanza autonomistica, che diede luogo all’autonomia speciale,
di cui esamineremo potenzialità e limiti. In attuazione del decreto Gullo e
della successiva riforma agraria, si sviluppò in Sicilia un grande movimento
di massa, con l’occupazione delle terre. Violenta fu la reazione della
mafia. La strage di Portella della Ginestra ebbe come esecutore Salvatore
Giuliano, ma ci sono stati anche dei mandanti? Pur con i limiti che verranno
rilevati, il latifondo venne spezzettato e con esso tramontò l’egemonia dei
baroni che ha caratterizzato per secoli la storia della Sicilia. Le modalità
con cui fu attuata la riforma agraria ha consentito l’emancipazione del
contadino, o ne ha solo modificato la dipendenza?
ARGOMENTI TRATTATI:
La Prima guerra mondiale e il fascismo; La Seconda
guerra mondiale e il separatismo; L’autonomia regionale.
dott.
Vincenzo Amodeo

Riforma agraria
Nel 1950 il
governo De Gasperi e il Parlamento italiano approvarono una serie di
provvedimento legislativi (Legge Sila, Legge Stralcio) che inaugurarono la
stagione della Riforma agraria; in tale contesto l’Assemblea Regionale
Siciliana approvò la Legge Regionale 27 dicembre 1950, n. 104.
Nelle
parole di molti dei suoi promotori (Giuseppe Medici, Luigi Einaudi) essa
avrebbe dovuto rappresentare un “colpo d’ariete” cioè dare la spallata
definitiva a un sistema latifondista che nell’Italia meridionale e in
Sicilia, per secoli, aveva dominato l’economia e la società rurale.
A distanza
di tanti anni dall’emanazione della legge di riforma agraria in Sicilia
ricostruire gli anni della riforma agraria serve a conoscere un’epoca di
grandi cambiamenti, di contrasti politici e sociali accesi. Nel secondo
dopoguerra, infatti, l’entrata in scena del movimento contadino irruppe in
modo eclatante in una società rurale arcaica e immobile da secoli.
Ricordare
la fase storica della riforma agraria significa anche ricostruire le
trasformazioni nel tempo delle terre della riforma agraria e, più in
generale, delle campagne siciliane.
In
particolare, la ricerca si incentrerà sul territorio alcamese e degli
immediati dintorni; sarà utile ed interessante vedere i cambiamenti avvenuti
nelle terre della riforma prima dell’emanazione della legge regionale di
riforma agraria e dopo l’assegnazione ai contadini e, infine, conoscere lo
stato attuale delle medesime terre.
Grani antichi e grani moderni
La nascita
dell’agricoltura (10.000 anni fa) è legata principalmente alla coltivazione
dei cereali, il più importante dei quali è il frumento o grano. È l’elemento
base della nostra alimentazione, da esso si ricavano i vari tipi di farine,
ingrediente necessario per la preparazione di pane, biscotti e pasta. Ancora
oggi rappresenta una delle più importanti fonti di cibo per l’uomo,
soprattutto nelle zone temperate del mondo.
Se
guardiamo alla Sicilia, segni ed evidenze dimostrano come il grano sia
stato, nelle diverse epoche storiche, un elemento caratterizzante del
paesaggio siciliano e una variabile strategica per influenzare il contesto
socio-economico del territorio.
Negli
ultimi anni si è assistito a un crescente interesse del consumatore verso i
prodotti delle popolazioni di frumento duro e tenero cosiddette “antiche”.
E’
importante acquisire le informazioni basilari per la conoscenza di questo
cereale e stimolare la voglia di approfondimento sul confronto “grani
antichi” e “grani moderni”.
prof.ssa Giuseppina Ferraro
"La questione ambientale nella storia e
filosofia contemporanea: sfide globali e nuovi paradigmi"
"La crisi ambientale impone una riflessione che non
riguarda solo la dimensione storica, ma che investe in profondità anche le
sfere etica e filosofica. La ricostruzione storica partirà dalla nascita del
movimento ecologista, che ebbe un impatto significativo tra gli anni '60 e
'70 del secolo scorso. Un'attenzione particolare verrà dedicata agli effetti
della globalizzazione sui cambiamenti climatici. Parallelamente, verrà
sviluppato un percorso filosofico che ha le sue radici nel pensiero di Hans
Jonas, il quale affronta la questione dal punto di vista etico, promuovendo
una visione ecocentrica in contrasto con l'affermarsi
dell'antropocentrismo."
"Le Radici del Conflitto israelo-
palestinese: un'analisi storica e prospettive future"
"Attraverso l'uso di fonti storiche e multimediali,
si ricostruiranno i momenti cruciali della storia del conflitto
israelo-palestinese. L'obiettivo principale dell'incontro sarà stimolare un
dibattito controversiale, volto a esplorare possibili soluzioni per il
conflitto e a proporre prospettive future. Il percorso storico si arricchirà
degli spunti di riflessione offerti da Anna Foa nel suo libro Il suicidio di
Israele, che guiderà l'analisi critica delle dinamiche geopolitiche."
“Il Diritto di invecchiare parte seconda”
“Attraverso
l'analisi di fonti documentali e multimediali, si esplorerà la tematica del
diritto all'invecchiamento attivo. A partire dall'analisi dei bisogni
concreti, si ricostruirà l'evoluzione della legislazione europea e italiana,
per arrivare a comprendere come le istituzioni locali affrontano questa
problematica tramite politiche sociali. Infine, sarà simulato un confronto
con l'amministrazione comunale, con l'obiettivo di presentare un manifesto
dei diritti degli anziani nella città di Alcamo”
prof.
Mimmo Neri
“Destre” e “Sinistre”: la dialettica politica nel
mondo contemporaneo
A partire dalla Rivoluzione francese il vocabolario
della storia si è arricchito di due nuovi termini, “destra” e “sinistra”,
per indicare la collocazione ideologica e programmatica dei protagonisti
politici che si sono affrontati nell’agone della lotta per il potere. Le due
categorie hanno avuto alterne fortune e si sono incrociate e confrontate con
l’evoluzione di un mondo sempre più complesso e globalizzato, modificandosi
ed evolvendosi di conseguenza; non casualmente il titolo del mio incontro
volge al plurale i due termini. Nel corso della trattazione della tematica
si affronteranno due aspetti, uno diacronico e l’altro sincronico. Col primo
aspetto si parlerà della storia delle “destre” e delle “sinistre”, a partire
dalle origini fino alla caduta del Muro di Berlino; col secondo aspetto si
intende dare una panoramica della politica attuale, nazionale ed estera,
dove i termini tradizionali di “destra” e “sinistra” sembrano ormai
(apparentemente) superati e concettualmente insufficienti a descrivere
l’ascendente ideologico dei principali attori politici.
La libertà di stampa
prof. Benedetto Barranca
La classifica 2025 di Reporters sans
frontières certifica un arretramento della libertà di stampa in Italia, che
si attesta al 49esimo posto a livello globale perdendo tre posizioni
rispetto all’anno scorso e otto rispetto a quello precedente
Come l’Italia, sono 112 gli Stati per cui Reporters
sans frontières registra un deterioramento della libertà di stampa, oltre il
60 per cento dei 180 analizzati. Per quanto ci riguarda, in particolare, è
il risultato peggiore nell’Europa Occidentale, collocando l’Italia al
20esimo posto tra i 27 Paesi dell’U.E. ed ultimo tra gli Stati fondatori.
Per il nono anno consecutivo, invece, è in prima
posizione la Norvegia che può, così, vantare una “buona situazione”.
Ma quali sono gli indicatori presi in considerazione
dalla ONG francese per certificare lo stato di salute dell’informazione nei
singoli Paesi?
Che cosa sono SLAPP e ciberSLAPP?
E la “legge bavaglio”?
E Il caso “Paragon”?…
A questi, e ad altri interrogativi, cercheremo di
dare una risposta che possa aiutarci a capire dove sta andando la stampa
italiana e quale potrebbe, e dovrebbe, essere la via per una inversione di
tendenza.
dott.ssa Iva Marino

Tra Giornalismo e Comunicazione, il linguaggio della
violenza "in genere"
Snodi concettuali:
Media e violenza digitale
I fatti e la notizia
Cam, centro ascolto uomini maltrattati
Protocollo Eva
Violenza sulle donne
La quotidiana responsabilità della parola
Fenomenologia del linguaggio
Società ed aggressività
Stereotipi ed informazione
Dinamiche del Narcisismo
Vittimologia e benessere psichico
prof.ssa
Giovanna Marsala

Il Ricordo di chi resta
Dall'epigramma greco-ellenistico a Fabrizio De
André
Attraverso la storia dall'epigramma letterario si
cercherà di stimolare una breve riflessione sulle modalità con cui l'uomo
greco abbia gestito l'assenza di una persona cara, utilizzando l'evento
luttuoso come punto di forza, come strumento di resistenza e di riflessione
sulla condizione umana, celebrando al contempo i valori fondanti di una
comunità. Si arriverà poi ad autori che in epoche successive hanno basato la
loro ispirazione poetica sull'epigramma ellenistico come Edgar Lee Masters e
Fabrizio De André.
Odi et Amo
Catullo e l'amore impossibile
Un breve percorso ci guiderà nel mondo poetico
catulliano evidenziandone le fragilità, le incoerenze e la grande potenza
espressiva con cui l'autore, sperimentando nuove e arditissime tecniche
stilistiche,
ha cercato di manifestare il suo ricchissimo e
complesso mondo interiore. È la storia di un giovane uomo che, oscillando
tra euforia e disperazione, non è riuscito a tenere in vita un rapporto
d'amore in cui sperava con tutto se stesso.
prof.
Mario Inglese

"Andrea Camilleri intellettuale".
In occasione del centenario della nascita dello
scrittore siciliano, questo intervento illustrerà il ruolo dell'autore nella
veste di intellettuale, mettendo a fuoco l'impegno civile che sottende
all'intera produzione letteraria che ha fatto conoscere lo scrittore,
nell'arco di pochi decenni, a livello nazionale e internazionale.
"La Palermo di Giorgio Vasta: l'irruzione del
fantastico nella recente produzione dello scrittore palermitano"
Dopo i primi due romanzi ambientati a Palermo,
Giorgio Vasta continua a esplorare nelle opere successive il volto della sua
città di origine, aprendo sempre più squarci nella complessa realtà di un
luogo fascinoso e inquietante allo stesso tempo.
dott. Marco Scalabrino

Ignazio Buttitta
Si tratterà, in via essenziale, della vita del poeta
bagherese, si riferiranno succinte notazioni su ciascuna delle sue opere, si
leggeranno estratti dai suoi testi.
Giovanni Meli
La vita e le opere del vate palermitano rivivranno
per sommi capi tramite specifici riferimenti biografici e critici, nonché
tramite la lettura di taluni suoi emblematici testi.
Colapesce
In un contesto sospeso tra visione antropologica e
magia, fascinose suggestioni e atmosfere marine, mirati rimandi allo
scenario mitologico e alla dimensione della sicilianità, si narrerà della
leggenda di Colapesce.
Corso sulla pittura e le opere di Carlo Maratti
La scelta di tenere un corso sul pittore Carlo
Maratti o Maratta (Camerano1625-Roma1713), è determinato dalla volontà di
ricordarlo nell’anno del quattrocentesimo anniversario dalla sua nascita. Il
pittore, di origine marchigiana e operante a Roma, è diventato il
protagonista dell’arte pittorica nell’Urbe a partire dalla seconda metà del
Seicento. Lavora per le più importanti famiglie romane: i Barberini, i
Pamphilj, i Pallavicini. Il modello cui si ispira è Raffaello coniugato
all’arte del Correggio e dei Carracci. Conosce il cromatismo veneto
ispirandosi al grande Tiziano. Il risultato è un’arte che avrà fama immensa
presso i suoi contemporanei. Morti negli anni sessanta dei Seicento i
capiscuola romani: Andrea Sacchi e Pietro da Cortona, il Maratti rimarrà
l’indiscusso protagonista sulla scena artistica romana.
Il corso sarà volto ad analizzare la figura e la
produzione di Carlo Maratti con attenzione anche alla pala d’altare del 1695
raffigurante la “Madonna del Rosario” presso l’oratorio di Santa Cita a
Palermo.
prof.
Libio Piccichè

*L'opera d'arte come referente dell'etica del dono,
tra passato e presente*
La Primavera di Botticelli e la Flagellazione di
Cristo di Piero della Francesca sono tra i più celebri esempi di capolavori
del Rinascimento la cui genesi è riscontrabile nel desiderio degli artisti
ovvero delle committenze illuminate, di offrire al donatario non solo la
bellezza connaturata nell'opera d'arte, ma di trasmettere specialmente
attraverso il suo codice iconografico, pensieri, valori, cultura.
*L'ordine classico nell'architettura templare e i
suoi sviluppi nella storia*
L'ordine classico, che costituisce la regola d'oro
dell'arte nel mondo antico greco e romano, si è imposto, nel corso dei
secoli attraverso gli iterati sviluppi stilistici delle sue interpretazioni
storiche, come una persistente concezione armonica della bellezza, divenendo
punto di riferimento della universale cultura progettuale comprensiva
del dialogo interattivo tra tutte le arti figurative.
prof. Francesco Melia
Il corso è costituito da due lezioni. La prima sarà
dedicata allo studio dei mobili e dei mobilieri attivi nella Sicilia del
Settecento. A partire da stampe d’epoca e collage si studieranno gli interni
settecenteschi attraverso le vicende storiche delle famiglie committenti.
La seconda lezione sarà dedicata all’arredo del
palazzo palermitano Lanza Filangeri di Mirto. La residenza dei principi di
Mirto, oggi aperta al pubblico, è tra le poche che conservano il loro arredo
originario ed è il paradigma dello stile di vita nobiliare tra Settecento e
Ottocento.
Architetto prof. Bino Ferrara
La piazza: architettura della città
Elemento urbano di fondamentale valore sociale, la
piazza riveste da sempre specifico interesse urbanistico e architettonico e
rappresenta lo spazio pubblico per eccellenza, nel quale si concentrano,
sovrapponendosi nel tempo, le esperienze di vita comune.
Le nuove cattedrali del vino
“La vita è troppo breve per bere vini mediocri”
scriveva Johann Wolfgang von Goethe. E se il vino è di qualità perché non
dovrebbe esserlo la struttura che lo contiene?
La leggerezza in
architettura
A partire dalle prime architetture del Movimento
Moderno la leggerezza è diventata una delle tematiche più indagate nel mondo
della progettazione. L’avanzamento della tecnologia al servizio
dell’utilizzo di vetro e acciaio hanno contribuito in maniera preponderante
allo sviluppo di giochi di luce capaci di distruggere la pesantezza della
materia.
Architettura al femminile
Fino a tempi recenti, le donne che hanno praticato
l’architettura non sono state numerose, per ragioni legate alla
diseguaglianza e all’emarginazione di genere, spesso costrette a rimaner
nascoste dietro a figure maschili. Pur essendo tuttora considerata una
roccaforte maschile, l’architettura mondiale si va progressivamente
femminilizzando nei numeri e nelle tendenze.
prof.ssa Vita
Cammarata

Preparazione all’ascolto
e alla visione di alcune opere liriche
prof. Ernesto
D’angelo
Dopo aver lazzaronescamente attentato per ben tre
anni alle orecchie dei poveri partecipanti,
facendo passare la propria enciclopedica vergognosa
ignoranza musicale per
- _A creative N.Y.
neurosis_: l'ironico e contraddittorio cinema intellettuale di Woody Allen.
- _La Grande
Schiettezza_: i disincantati incantamenti di un cosmopolita partenopeo come
Paolo Sorrentino.
- _Videodrome_: la
bulimia inventiva (e combinatoria) di Quentin Tarantino come _cinema
addicted_.
Moderatore: prof.
Ernesto D’Angelo

Presentazione della Rassegna Cinematografica 2025/2026
FUORI di MARIO MARTONE
(2025)
Roma, 1980. Uscita dal
carcere, Goliarda Sapienza cerca un lavoro per evitare lo sfratto. Ignorata
come scrittrice, trova conforto solo nelle ex compagne di cella.
LAND di ROBIN WRIGHT
(2021)
Una donna sceglie di
allontanarsi dalla vita in città per andare alla ricerca di libertà e di un
significato della sua esistenza nella natura. L’incontro con un uomo,
segnato da una tragedia, cambierà la sua vita.
ARAGOSTE A MANHATTAN di
ALONSO RUIZPALACLOS ( 2024)
Un film politico sul
microcosmo di umanità e solitudini intrecciate nelle cucine delle nostre
città
dott.ssa Gloria Maria Cicciari
La Teoria del Big Bang
La teoria del Big Bang: un viaggio alle origini del
cosmo, per scoprire come la teoria del Big Bang racconta la nascita e la
storia dell’universo.
dott. Giovanni D’Anna
La biodiversità marina del golfo di Castellammare:
minacce e soluzioni
L’equilibrio e la salute degli ecosistemi dipendono
dal ruolo e dalla funzione che tutte le specie svolgono interagendo fra di
loro e con l’ambiente.
Impatti antropici e cambiamenti climatici stanno
danneggiando la biodiversità degli ecosistemi marini del Golfo di
Castellammare che necessitano di interventi di restauro ambientale e di una
diffusa consapevolezza sociale sull’importanza delle biodiversità per la
salute del nostro pianeta
ing. Piero Lo Monaco
Il consumo dell’olio di oliva nella nostra epoca
contemporanea è per la maggior parte destinato ad un uso alimentare e di
fatto non abbiamo la consapevolezza che potrebbe esistere o che sia potuto
esistere un uso “non alimentare” di questo importante prodotto vegetale.
Dell’olio di oliva ne parliamo come alimento, come condimento ed in tempi
recentissimi anche come “nutraceuta”, ossia un elemento che nutre ed anche
cura il nostro organismo.
L’utilizzo “alimentare” dell’olio di oliva da parte
dei popoli abitanti il bacino del Mediterraneo non è stato il principale
impiego nei secoli e nei millenni: l’uso “alimentare” si è affermato e
consolidato negli ultimi 200 anni. Della bontà e della utilità per la nostra
salute se ne conoscevano gli effetti fin da quando fu iniziato l’allevamento
dell’albero di ulivo e del consumo della spremitura delle olive. Questo
avveniva già durante l’inizio della Rivoluzione Agricola circa diecimila
anni fa.
Per la scarsa conoscenza dei migliori metodi di
raccolta delle olive, per la difficoltà della loro molitura e per
l’imperizia nella conservazione dell’olio, ottenendo quindi oli di scarsa
qualità alimentare, i popoli del Mediterraneo optarono di usare l’olio di
oliva in attività non alimentari che però hanno segnato il progresso
dell’umanità.
Nel lungo periodo della Roma antica, circa mille
anni tra il periodo repubblicano e quello imperiale, troviamo qualche
esempio ragguardevole di un utilizzo “alimentare” rispetto ai popoli del
Mediterraneo, dovuto anche grazie al commercio interno, all’importazione
dalla regione Betica (attuale Spagna) e alla puntuale classificazione che
gli agronomi romani fecero dell’olio di oliva in riferimento alla sua
qualità. Ma restano piccolissimi contributi rispetto ai notevoli
quantitativi di olio di oliva utilizzati per la cura del corpo e per
l’illuminazione.
L’inizio del XIX secolo, anche grazie alle scoperte
scientifiche e la scoperta di prodotti che rimpiazzavano l’olio di oliva
nelle attività economiche ed industriali, segna il passaggio definitivo
dall’uso “non alimentare” a quello “alimentare”.
La lezione tratterà i primi riferimenti dell’uso
“non alimentare” dell’olio di oliva da ciò che Omero ci tramanda nella sua
Odissea, il primo romanzo del Mediterraneo, da ciò che è riportato nelle
Sacre Scritture, dalle necessità che i popoli ebbero di illuminare le buie
notti delle loro città, dalla indiscutibile esigenza di igiene per la
sopravvivenza di generazioni grazie alla produzione del sapone e da tutti
gli altri usi per le produzioni di prodotti per il benessere del corpo
umano.
dott.ssa Gabriella
Perrone
Alimentazione e memoria.
Nutrienti utili al cervello (omega-3, antiossidanti,
vitamine del gruppo B) e cibi che favoriscono la concentrazione e riducono
il declino cognitivo.
La dieta mediterranea come modello di benessere.
Un patrimonio culturale oltre che nutrizionale, con
i suoi effetti positivi dimostrati sulla longevità

Cardiochirurgia
dott. Giuseppe Bianco
Le nuove frontiere
della cardiochirurgia
Immunologia
prof. Francesco Dieli
Nuove prospettive
nella terapia dei tumori
Anestesia
dott. Francesco Matisi
I blocchi
locoregionali
I blocchi
locoregionali: un’alternativa alla anestesia generale? Quali le principali
tecniche ed in quali tipologie di intervento sono impiegate.
prof. Ignazio
Messana
Abbracciamo il bosco
Monte Pellegrino è un sito di interesse comunitario
e ospita la Riserva naturale istituita per preservare le numerose
peculiarità che comprendono l’aspetto naturalistico, geologico, archeologico
e storico militare.
L’area protetta, estesa 1050 Ha, comprende
l’imponente e suggestivo promontorio di Monte Pellegrino (609 mt. s.l.m), un
maestoso massiccio carbonatico, e la Real Tenuta della Favorita, un parco
urbano creato nel 1799 da Ferdinando IV di Borbone come riserva di caccia.
La Riserva riveste notevole interesse botanico
legato alla presenza di endemismi di specie floristiche rare e di rilevanti
aspetti di macchia mediterranea. Elevata è la biodiversità vegetazionale: il
Frassino da manna, l’Alaterno, il Garofano rupestre, il Cavolo rupestre, il
Lentisco, l’Erba perla mediterranea, la Brassica rupestris, l’Euforbia
seghettata, la Centaurea cineraria sicula. All’interno della Riserva è
inoltre presente un arbusto spinoso denominato Giuggiolo comune (‘nzinzulu),
molto raro ed inserito nel Libro Rosso delle piante d’Italia come
“gravemente minacciata”. Di grande interesse scientifico sono le
Orchideaceae, censite in 27 specie. Tra queste l’Ofride panormitana, la
Orchis italica e la Ofride Bertoloni.
La parte sommitale del Monte, oggi segnata
dall’incendio del 2016, è ricoperta da rimboschimenti a Pino domestico, Pino
d’Aleppo e Eucalipto.
Lungo le pareti rocciose del Promontorio di Monte
Pellegrino il catasto speleologico italiano ha catalogato 64 grotte. Alcune
cavità, tra cui grotte Niscemi e dell’Addaura presentano testimonianze
preistoriche risalenti a circa 13.000 anni fa, di importanza mondiale:
graffiti che raffigurano animali e figure antropomorfe.
Nel 1886, il marchese Antonio De Gregorio ha
rinvenuto, sul Monte, una associazione faunistica a vertebrati, datata 1,3
milioni di anni fa: l’Hypolagus peregrinus e un mustelide il Pellegrinia
panormensis, oggi esposti al Museo Gemmellaro di Palermo.
Il Monte da sempre è considerato luogo sacro e punto
focale del simbolismo religioso sul quale si sono sovrapposti e avvicendati,
nel corso del tempo, edifici e culti. Documentata è l’esistenza di una
edicola dedicata alla dea Tanit, dea punica della fertilità.
Oggi, di notevole interesse è il Santuario di S.
Rosalia costruito su una grotta, dove si ritirò in eremitaggio la Santa
protettrice e patrona della città capoluogo siciliano.